CRITICS

Articles, Interviews and Reviews from concerts and performances

6 March 2017, Stuttgarter Nachrichten

Kleider machen Leute

Diana Haller liefert in der komplexen Stuttgarter "Ariodante"-Inszenierung eine Bravourleistung

 

Von ihnen fordert Händel technische Höchstleistungen, die diese bravourös bewältigen. Eine Freude, dabei Diana Hallers Entwicklung zu verfolgen, die vor einigen Jahren noch Nebenrollen sang und nun auf dem Weg zu einer internationalen Karrier ist. Eine derartige Kombination von Farbenreichtum und Koloraturensicherheit ist selten, und auch darstellerisch legt sie beständig zu: dieser Abend ist vor allem ihr Triumph.

Frank Armbruster

6 March 2017, BR Klassik

Intrigen in Boxring

Händels "Ariodante" in Stuttgart

 

In der Titelpartie des Ariodante brilliert die Kroatin Diana Haller - nicht nur bei Koloraturengirlanden, sondern auch im herzzerreißend innigen Klagegesang "Scherza infida", mit freundlicher Unterstützung des Solo-Fagottisten.

Volkmar Fischer

24 June 2015, Online Merker

Gefühlschaos im Spießbürger-Ambiente

Stuttgart: "COSÌ FAN TUTTE"

 

Diana Haller, die es bereits bis zur Cover-Besetzung der „Cenerentola“ an der New Yorker Met gebracht hat, verblendet die Register ihres dunkel und hell spannungsvoll nuancierenden Mezzos mit warm sinnlichem Charakter zu einer Perle edler Mozart-Interpretation und spielt über ihr unvorteilhaftes Kleid hinweg mit herzhaftem Zugriff und dennoch gut dosierter Emotion die schnell schwach werdende Dorabella.

Udo Klebes

17 June 2015, Südwest Presse

Große Oper im Minuatur-Format     

Diana Haller ähnelt nicht nur äußerlich der großen Cecilia Bartoli - im Historischen Stadttheater Weißenhorn sang die junge Kroatin von der Staatsoper Stuttgart fulminant die Adalgisa in Bellinis "Norma"

Aber nein, das ist kein Film, keine putzige Parodie, das ist live - und zwar ein berührendes Opernerlebnis. Denn was Heinrich Graf mit dem Verein "Weißenhorner Kammeroper" veranstaltet, ist gleichermaßen Opernwelttheater im Miniatur-Format. Denn da singt, zum Beispiel, Diana Haller in Grafs "Norma"-Spezialfassung die Aldagisa. Die großartige Mezzosopranistin gehört zum Ensemble der Oper Stuttgart, hatte dort gerade als Dorabella in "Così fan tutte" einen Riesenerfolg, wird im Sommer als Ines in Verdis "Trovatore" bei den Salzburger Festspielen gastieren und überhaupt mit ihrer funkelnd-farbenvollen wie zupackenden Koloraturstimme noch eine Top-Karriere machen. Und dazwischen: Weißenhorn.

 

Kompliment also an Heinrich Graf für sein Sängeraufgebot - und Applaus gab's einen derart frenetischen wie in größten Häusern.

Jürgen Kanolt

 

12 June 2015, Der Opernfreund

COSÌ FAN TUTTE

                      Big Brother, Sartre und Nietzsche oder Grüße vom Murmeltier

 

Übertroffen wurde sie indes von Diana Haller, die schon darstellerisch eine sehr intensive, gefühls- und temperamentmäßig äußerst wandelbare Dorabella war. Und dann erst gesanglich: Der Reichtum an Farben und Nuancen, den ihr warm und tiefgründig geführter, bestens verankerter Mezzosopran aufwies, war in hohem Maße ansprechend und legte die Vermutung nahe, dass man von dieser famosen jungen Sängerin in Zukunft noch viel erwarten kann.

Ludwig Steinbach

 

5 June 2015, Bachtrack.com

Erotische Turbulenzen im Wohnsilo

Così fan tutte an der Oper Stuttgart

 

Die andere Schwester Dorabella ist eher wagemutig, und in der späteren Verführungsszene lässt sie es mit dem erotisch enorm fordernden Guglielmo gefährlich weit kommen. Diana Haller füllte die Rolle auch vokal glänzend aus. In ihrer erste Arie, einem einzigen Ausbruch von Frust und Wut, schmiss sie schon mal einen Blumentopf gegen die Wand, blieb aber stimmlich vollkommen kontrolliert und präzise. Mit vitaler Spielfreude gepaart wartete sie stimmlich mit wandlungsfähigem Ausdruck und großem Farbenreichtum auf.

Christoph Wurzel

 

2 June 2015, GB Opera Magazine

Staatsoper Stuttgart: "Così fan tutte"

 

Diana Haller, dopo la sua splendida Cenerentola, ha offerto un’ altra prova di classe, sfoggiando mezzevoci timbrate unite a un bel legato e riuscendo perfettamente a rendere quel tono di voluttosa civetteria che è la sigla caratteristica di Dorabella.

Gianguido Mussomeli

1 June 2015, Stuttgarter Zeitung

So fummeln sie alle

"Così fan tutte" in Stuttgart

 

Welch Glück, dass die Stuttgarter Inszenierung Sänger besitzt, die dies vermitteln können. Das gilt vor allem für die Protagonistinnen Mandy Fredrich (Fiordiligi) und Diana Haller (Dorabella). Beide entwerfen ihre großen Arien als berührende Seelenschauen zerrissener Frauen: imponierend Diana Haller mit bestechender Intonation, wunderbaren Pianissimi und einer dezenten geschärften Höhe, die durch Mark und Bein geht.

Frank Armbruster

23 March 2015, La voce del popolo

L´esordio di Diana Haller con virtuosismo e simpatia

Una musicista completa

È stato accolto nel più caloroso dei modi il concerto della giovane mezzosoprano Diana Haller, che sabato sera ha felicemente debuttato nel Teatro della sua città natale con un programma tanto stilisticamente variegato quanto impegnativo da un punto di vista musicale e dell’interpretazione.

Sul palcoscenico dell’Ivan de Zajcl’Orchestra dell’Opera diretta dall’eccellente Maestro Ville Matvejeff e, come ospite, il soprano Larissa Ciulei, in un’alternanza di numeri strumentali e arie (duetti) d’opera.

La serata ha offerto la soddisfazione di sentire una giovane cantante concittadina che si sta affermando con successo in ambito internazionale e, d’altro canto, di udire ouvertures d’opera di rara esecuzione, oppure addirittura presentate al TNC “Ivan Zajc” per la prima volta.

Una musicista complete

Di Diana Haller dobbiamo innanzitutto rilevare il fatto che è una musicista, un’abile pianista, per cui la logica, la comprensione e la cultura musicali stanno alla base del suo cantare, e ciò si nota eccome; nella complessiva musicalità della lettura del brano, nella levigatezza e cura di ogni singola frase, nella disinvoltura e pulizia delle colorature, dei trilli, delle scale, nei salti d’intervallo, come pure nella conoscenza delle caratteristiche di stile di ogni brano. A ciò si aggiungano la buona dizione, le belle qualità sceniche, una vocalità fluida e lirica, e il ritratto di questa cantante emergente ci sembra bell’e fatto.

Nella prima parte del concerto è stato dato ampio spazio al barocco, a Haendel in particolare, con l’ouverture “Musica per i fuochi d’artificio” (eseguita in precedenza in forma cameristica e in altra sede dall’“Orchestra da camera di Fiume”), la cui magniloquenza e regalità sono state ben rilevate dal corpo orchestrale, che l’altra sera si è rivelato particolarmente in forma sotto la bacchetta di Matvejeff.

Con “Va tacito e nascosto” dal “Giulio Cesare in Egitto” e “Stà nell’Ircana” dall’”Alcina” di Haendel, come pure in “Parto, parto” dalla “Clemenza di Tito” di Mozart, Diana Haller ha dato prova di ottima agilità e piacevolezza vocale, affrontando con decisione i virtuosismi canori e conferendo giusta espressione e umanità ai personaggi pure nei recitativi.

Emozionanti duetti

Il momento più emozionante nella prima parte è stato certamente il duetto di Romeo e Giulietta “O tu, mia sola speme” dai “Capuleti e Montecchi” di Bellini, in cui le voci di Haller e del soprano rumeno Larissa Ciulei (la ricordiamo come Tatjana in “Evgeni Onjegin”) si sono piacevolmente fuse in un partecipato sentimento d’amore. In quest’occasione la Haller si è dimostrata anche come attrice di talento. Ricorderemo che “I Capuleti e Montecchi” fu eseguita per la prima volta a Fiume nello stupendo Teatro Adamich nel lontanissimo 1835 (!), ed è un’opera che certamente – complice il “mito” di Romeo e Giulietta – ascolteremmo molto volentieri nel nostro Teatro. Il secondo duetto della serata era tratto dalla “Norma” di Bellini “Mira, o Norma” nel quale le due giovani cantanti con grande intesa e una purezza musicale tutta belliniana, nei “legati” della nobile cantilena come nella “caballetta”, si sono guadagnate i calorosi favori del pubblico. “Norma” fu rappresentata nel capoluogo quarnerino per la prima volta nel 1836.


La celebre “Mon coeur s’ouvre à ta voix” dal “Samson et Dalila” di Saint-Saens è stato l’impegno di Diana Haller nella seconda parte della serata, aria con cui ha avuto occasione di modulare la sua voce flautata e omogenea. Con “Una voce poco fa” la Haller ha brillato in virtuosismo e simpatia riscuotendo le ovazioni del pubblico, tanto da concedere un delizioso “Voi che sapete”, l’aria di Cherubino e un’ammaliante “Granada”.

 

Il pubblico, che ha sbigliettato il teatro, ha applaudito a lungo Diana Haller e tutti gli esecutori.                      

                                                                                           Patrizia Venucci Merdžo

 

24 August 2014, OE24 Kultur

"Best of Festspiele" statt Garanča

                      Unterhaltsame "Ersatzbank" punktete mit Sängern wie Camarena, u.v.m.

Erst einmal war die Enttäuschung mit Händen zu greifen. Mezzo-Superstar Elina Garanca fühlt sich nach der Babypause für einen Liederabend doch nicht fit genug. Vom Karten-Rückgaberecht haben dennoch nur wenige Gebrauch gemacht - denn auf der Ersatzbank der Festspiele sitzen Top-Leute wie Krassimira Stoyanova, Javier Camarena, Francesco Meli, Michael Schade, Nicola Alaimo oder Günther Groissböck.

 

Gerade noch gerettet

 

Festspiel-Intendant Alexander Pereira hat es wieder einmal geschafft, mit schlechter Botschaft und wie immer holpriger Ansprache gute Laune zu stiften. Tatsächlich kann sich sehen lassen, was er in wenigen Stunden an Spitzensängern zusammengetrommelt hat. Auch wenn dieses Reserve-Programm mit großen Namen ein inhaltliches Durcheinander ohne roten Faden geworden ist: Musikalisch war gestern, Sonntagabend, im Haus für Mozart alles dabei, von "düster-innig" über "geistreich" bis "heldenhaft strahlend" und "witzig-unterhaltsam".

 

Dass auch junge, wenig erfahrene und "namenlose" Nachwuchs-Sänger begeistern können, bewies die Kroatin Diana Haller. Auch sie ist ein "Young Singers Project"-Lehrling der Festspiele. Aber was Diana Haller an Klang und Intensität mit den sperrigen und unsinnlichen Kopfgeburten von Hugo Wolf zu Gehör brachte, war außerordentlich. Den Namen dieser jungen Frau sollte sich merken, wer hochbegabte Stimmen mag.

 

9 August 2014, Rheinpfalz

Die Virtuosität der menschlichen Stimme

                                 "Diana Haller hat ein Stradivari in der Kehle"                                   Liederabend der Mezzosopranistin Diana Haller und der Pianistin Barbara Baun

Was die beiden Künstlerinnen mit ihrem Wolf-Schumann-Programm in der Protestantischen Kirche boten, war schlicht beglückend und hätte jedem traditionsreichen Konzertzyklus einer Metropole oder Festival zur Ehre gereicht.
Zunächst: Eine derart schön gefärbte, glanzvolle Mezzostimme wie diejenige, über die Diana Haller verfügt, hat absoluten Seltenheitswert. Die in Rijeka geborene junge kroatische Sängerin – in Triest, London und Stuttgart ausgebildet, dort Ensemblemitglied der Staatsoper und am Anfang einer bedeutenden internationalen Laufbahn stehend – hat eine Stradivari in der Kehle. Dieses prachtvolle Instrument wird mit vollkommener Meisterschaft beherrscht. Die Linienführung blieb im Kirchheimer Konzert durchgehend makellos, jede Regung, jede noch so kleine Abtönung war perfekt kontrolliert, wobei Haller die gewaltige, opernhafte Klangfülle ihres Organs stets behutsam zurückzunehmen verstand. Ihre Pianokultur wirkte ungemein beeindruckend, ganz besonders durch Schattierungsreichtum. Säuseln können nicht wenige Sänger, die von Haller gebotene Vielfalt der Zwischentöne, -farben und Übergänge oft auf engstem Raum sprach indes für außerordentlich verfeinerte Sensibilität.
Am bestechendsten freilich wirkte die unerhört differenzierte Musikalität der jungen Mezzosopranistin, die in Stuttgart unter anderem in Rossinis Oper „La Cenerentola“ begeistert hat. Sie überzeugt mit Eleganz und expressivem Nachdruck in ihrem Vortrag. Dabei garantiert sie stets größte Textverständlichkeit und sorgt so auch für eine kontinuierliche Spannungslinie und erfüllte Momente. Zu vernehmen gab es dabei immer wieder wahre Herztöne. Den Titel des letzten Stücks aus Schumanns „Kinderszenen“, „Der Dichter spricht“, paraphrasierend, könnte man sagen, „die Dichterin sang“.
Erinnert sei an die feinen, leisen, schmerzlichen Töne in Schumanns „Stille Tränen“ und in „An eine Äolsharfe“ von Wolf oder an den Charme, den Haller bei „In dem Schatten meiner Locken“ aus Wolfs „Spanischem Liederbuch“ verströmt hatte. Diesen Liedern standen die vor Leidenschaft bebenden, unverstellt dramatischen Töne von Schumanns „Lust der Sturmnacht“ und „Verschling’ der Abgrund“ aus Wolfs „Italienischem Liederbuch“ gegenüber. Lebhafter Beifall am Ende des Konzerts und zwei Zugaben: „Lehn’ deine Wang’“ von Schumann und die Wiederholung von „Verschling’ der Abgrund“.

                                                                                         Gabor Halasz

 

6 August 2014, Rheinpfalz

Kirchheimer Liedersommer

Eröffnung grandios nachgeholt

Eine wirklich großartige, Klangvolumen verschwendende, präzis und klug eingesetzte Stimme: Was die Mezzosopranistin Diana Haller im – wegen Erkrankung verschobenen – Eröffnungskonzert des Kirchheimer Liedersommers bot, war grandios. Der Zuhörer durfte sich über makellose, energiegeladene Gesangskunst ebenso freuen wie über stets überzeugende, großen Reichtum an Gegensätzen und Klangschattierungen mit merklicher Wonne auskostende Interpretationskunst, die in opernhafter Dramatik schwelgte und im verhaltenen Piano ebenso überzeugte. (hap)

 

 

27 May 2014, Südwest Presse

Opernstar Diana Haller in Weißenhorn

Die Besucher kamen bis aus Stuttgart, um Diana Haller im besonderen Ambiente des Historischen Stadttehaters Weißenhorn zu erleben.

Die herrlich tragende Stimme der kroatischen Mezzosopranistin füllte den kleinen, fast intimen Theatersaal, wunderbar ergänzt von der rumänischen Sopranistin Larissa Culei. Mit dem Engagement Diana Hallers hatte der künstlerische Leiter der Kammeroper, Heinrich Graf, großes Glück. Die 27-jährige preisgekrönte Mezzosopranistin absolviert derzeit eine Art Blitzkarriere - von der ohnehin schon renommierten Stuttgarter Staatsoper an die Metropolitan Opera nach New York und 2014 erstmals zu den Salzburger Festspielen. Es war ein großer Genuss, diese große Bühnenstimme im kammermusikalischen Rahmen zu erleben. Diana Haller faszinierte nicht nur bei den Mozart-Arien und Rezitativen, sie erwies sich mit ihrer kraftvollen, höchst nuancenreichen Stimme, die sie von einer Sekunde auf die andere vom Fortissimo ins Pianissimo fallen lassen kann, als hochbegabte, überzeugenden Opern- und Liedinterpretin.

                                                                                      Marina Staiger   

 

7 Juli 2013, Faust Kultur

Der Lohn der Herzensgüte

"Cenerentola" an der Stuttgarter Oper

In der Titelrolle glänzt Diana Haller. Sie erteilt eine Lektion in Belcanto. Die Präzision und Leichtigkeit ihrer Koloraturen könnten in jedem Opernhaus dieser Welt entzücken. Stuttgart hat sich einmal mehr als Teilnehmer in der ersten Liga bewährt.

Thomas Rothschield 



2 Juli 2013, Badische Zeitung

Gioacchino Rossinis "La Cenerentola" in Stuttgart

Aschenputtel hat Kurs auf die Emanzipation genommen

Es herrscht eine mitreißende Spielfreude auf dieser Szene, ein kollektiver Elan, sich in diesen nicht nur vordergründigen Gagstorm zu integrieren. Vor allem schickt Stuttgart eine hauseigene Cenerentola ins Rennen: die 26-jährige Kroatin Diana Haller. Sie ist das phantastisch begabte Gegenstück zur ganz artifiziell-virtuosen Rossini-Primadonna Cecilia Bartoli: ein sehr heller, ungemein leuchtend-expansiver Mezzosopran, der beides bis zur Perfektion beherrscht – die Liedschlichtheit wie die auftrumpfende Koloratur-Brillanz. Sie ist kein Heimchen am Herd, sondern eine ganz und gar selbstbewusste Person.



6 Juli 2013, Neues Deutschland

Flucht vor dem Imperium

Andrea Moses inszenierte Giacchino Rossinis "La Cenerentola" an der Staatsoper Stuttgart

Eine junge, grandios spielfreudige und musikalisch vorzügliche Besetzung realisierte Rossinis Zauber der Kantilenen und Koloraturen. Überwältigend in der Titelpartie Diana Haller, gerade vom Opernstudio ins Ensemble übernommen. In ihrer Körperlichkeit und natürlichen Ausstrahlung, mit ihrem Stimmglanz und ihrer Koloraturenvirtuosität erinnert sie an die junge Cecilia Bartoli, übertrifft sie sogar mit lyrischen Pianokünsten in höchsten Höhen. Wunderbar wie sich ihr Aschenputtel die Koloraturen förmlich erobert, um schließlich triumphierend darin zu jubeln.

Irene Constantin

29 Januar 2013, Der neue Merker

STUTTGART: ALCINA – “Tummelplatz der Ängste und Hoffnungen” unstrittiger erster Platz

Belebender Nachwuchs

Zum begeistert akklamierten Mittelpunkt der Aufführung mauserte sich die aus dem Opernstudio hervorgegangene Mezzosopranistin Diana Haller. Dem hin- und hergerissenen Ruggiero verleiht sie das jugendliche Feuer, einen jungmännlichen Charme und die warm sämige Prachtstimme, die dieser Part benötigt, um sich neben der Titeldarstellerin behaupten zu können. Dass sie all den immensen Anforderungen zwischen halsbrecherischen Koloraturen und leicht tragenden Legato-Bögen, dem furiosen wie auch dem reflektierenden Aspekt dieser Rolle so vollumfänglich gerecht wurde und allenfalls in einigen kurzen Momenten an die Grenzen ihrer derzeitigen Möglichkeiten geriet, nötigt in Anbetracht ihres jungen Alters größten Respekt ab. Auf ihre „Cenerentola” am Ende der Spielzeit darf man höchst gespannt sein.

Udo Klebes


9 Oktober 2012, Stuttgarter Nachrichten

Ein unstrittiger erster Platz

Die Hugo-Wolf-Akademie hat die Preise vergeben: Eindrücke vom Wettbewerb für Liedkunst

Eine Bilanz die sich sehen lassen kann: Im 8. Wettbewerb für Liedkunst seit 1987 meldeten sich bei der Hugo-Wolf-Akademie mehr als 50 Liedduos aus 30 verschiedenen Nationen.

 

Ganz unstrittig den ersten Preis repräsentierte das Liedduo Diana Haller (Mezzo-sopran) und Katharina Landl (Klavier). Die gesamte Skala von lyrisch bis dramatisch steht der 25-jährigen Diana Haller stimmlich zur Verfügung, und aus diesem Bewusstsein entfaltet sie eine Sicherheit des Gestaltens und der Darbietung, die man in dieser Altersgruppe nur ganz selten vorfindet. Welch vielfarbene Ausdruckscharaktere trafen beispielsweise bei Hugo Wolf „Der Genesene an die Hoffnung“ zusammen, wie beeindruckend konzis ihre Stimme bei Schuberts Der Geistertanz. Von Diana Haller, so gleichwohl der feste Eindruck an diesem Abend wird man noch hören.

 

Wer weiß - vielleicht vermag sie eine ähnliche Entwicklung zu nehmen wie Birgid Steinberger, die 1990 Preisträgerin dieses Wettbewerbs war und heute zu den renommiertesten Sängerinnen der Zeit gehört.

Hermann Wilske

 

9 Oktober 2012, Stuttgarter Zeitung

Lauter Damen aus gute Hause

Das Preisträger Konzert ehrt in Stuttgart die Gewinner beim Gesangswettbewerb der Hugo-Wolf-Akademie

In diesem Sinn war es vollkommen gerechtfertig, dass die sechsköpfige Jury um den Vorsitzenden Peter Schreier den ersten Preis an die kroatische Mezzosopranistin Diana Haller und die aus Österreich stammende Pianistin Katharina Landl verliehen hat. Denn die beiden bilden ein Duo, wie man es sich für diese anspruchsvolle Kunstform wünscht. Hugo Wolfs Mörike-Vertonung „Der Genesene an die Hoffnung“ war das Paradebeispiel für ein Musizieren aus einem gemeinsamen Atem. Fahle Farben schlägt die Pianistin in den ersten Takten an, bereitet das Feld für den verschleierten Einsatz der Sängerin. Dann schwingen sie sich in perfekter Verschmelzung auf zum fanfarenartigen Ausbruch des „bis der Sieg gewonnen hieß“.

 

Immer wieder verblüfft die 25-jährige Haller durch den Farbreichtum und enormen Umfang ihrer Stimme. In satte Kontraalt-Tiefen steigt sie ebenso, wie sie gerundete Höhen in Extremlage meistert. Wie bei ihr die Textverständlichkeit nahezu makellos ist, so ist bei ihrer Klavierpartnerin die Technik exzellent, wie sich insbesondere bei Franz Schubert stürmisch bewegtem „Willkommen und Abschied“ zeigt.

 

Auch das Führungsduo der Stuttgarter Oper, Jossi Wieler und Sergio Morabito, dürfte das mit einigem Stolz gehört haben, ist die junge Sängerin doch seit zwei Spielzeiten Ensemblemitglied. Dotiert ist dieser erste Preis mit 15 000 Euro, wichtiger dürften aber die Konzertverpflichtungen sein, die sich daraus ergeben. Denn bei aller Begeisterung an diesem Tag und dem allfälligen Beschwören einer Gattung, die von manchen schon für tot erklärt wird, geht es bei so einem Wettbewerb darum Künstler zu finden, die auf dem Konzertmarkt bestehen können. Gerade Liedinterpreten haben es inzwischen schwer, Liederabende sind oft Verastaltungen für einen kleinen Kreis von Freunden und Kennern, und selbst renommierte Institutionen wie die Wolf Akademie haben Schwierigkeite, die Konzertsäle zu füllen.

 

Nimmt man das als Voraussetzung, ist es auch nachvollziehbar, dass die Jury keinen zweiten Preis vergeben hat, sondern zwei Paare mit Abstand hinter den strahlenden Siegerinnen auf dem dritten Rang platziert hat.

 

Markus Dippold

 

26 Juli 2012, Augsburger Allgemeine

Macht und Liebe auf der Opernbühne

Weißenhorner Kammeroper bringt Auszüge aus Mozart, Puccini und Leoncavallo

In der Hosenrolle des Sestos brillierte Mezzosopranistin Diana Haller (derzeit Staatsoper Stuttgart) und formte mit Sopranistin Larissa Ciulei (in der Rolle der Vitellia) ein ausdruckskräftiges Duett. Die halbszenische Aufführung bereitete dem Publikum ganzen Genuss; subtil begleitet von Tilo Lange am Klavier kredenzten die Sängerinnen zwischen inniger Aria und konfliktgeladenem Forte die besten Ausschnitte aus „Tito“. Als Ganzes gehört die Oper zwar nicht zu den absoluten Glanzstücken mozartischer Eleganz – hier und da wähnt man den Meister gar bei einer Selbstkopie zu ertappen – aber die Arien zeigen Mozart auf der Höhe seiner Kunst, machen den Auftritt der Sängerinnen zum Vergnügen.

 

Als Musette (Boheme - Leoncavallo) gefiel einmal mehr die mit eleganter Kraft singende Diana Haller – und wiederum gilt, wenn man Puccinis und Leoncavallos Arien vergleichen will: Wohl der (Kammer-)Oper, die solche (Mezzo-)Sopranistinnen hat.

Florian L. Arnold

 

23 Juni 2012, Der neue Merker

 Stuttgart: Die Fledermaus

 Staatsoper Stuttgart - Stimmungszugewinn

Die jüngst aus dem Opernstudio ins Ensemble gekommene Diana Haller füllt mir ihrem kernig saftigen Mezzo die Partie des Orlofsky schon jetzt mit dem gewissen Etwas und der erforderlichen Tragik aus.

 Udo Klebes

 

20 April 2012, Rhein-Neckar-Zeitung

Reife Farben, großer Ausdruck

Heidelberger Frühling: Konzert der "Lied Akademie" in der Alten Aula

 

Eine schön gefärbte, schlank und schlakenlos geführte Stimme ließ Diana Haller hören bei Liedern von Charles Koechlin und Joseph Marx. Mit perfekter Stimmkontrolle und wunderbarem Registerausgleich verband sie Klang und Ausdruck, wandlungsreich vom geheimnisvollen Pianissimo ins glühende Forte einschwenkend. Da reift sicher eine ganz große Sängerin heran. Vor zwei Jahren schon wurde die gebürtige Kroatin jüngstes Ensemblemitglied der Staatsoper Stuttgart.

Rainer Köhl

 

April 2012, Focus Online

 Ein Sturm aus Klangwellen

 "Heidelberger Frühling"

Für den Laien klingt es zunächst einmal sehr glaubhaft verzweifelt und kämpferisch, wenn Diana Haller mit ihrem runden, starken Mezzosopran die Worte „Verschlingt der Abgrund meines Liebsten Hütte“ schmettert. Die Zuhörer in der ersten Reihe zucken ein wenig zusammen, denn das Lied aus Hugo Wolfs „Italienischem Liederbuch“ lässt ihnen keine Zeit zum Eingewöhnen. Hampson hört nur zwei Zeilen lang zu, dann unterbricht er. Er verstehe nicht, was los sei, wendet er sich an seine Elevin. Die wiederum versteht erst einmal nicht, was er meint – und das Publikum, das an ihren Lippen hing, sowieso nicht.

Verführung in Venedig

Am Vorabend hatte die gebürtige Kroatin in der Heiliggeistkirche einen Liederabend zum Thema Venedig bestritten und dabei Mimik und Stimme in perfekten Einklang mit dem Inhalt der Lieder gebracht. Verführerisch war das, etwa, wenn sie in der Rolle des Verehrers „Beeil dich, o Ninetta, lass uns zum Boote gehen“ sang und ihre dunklen Augen dabei glühten. Am kommenden Probemorgen ist dieses Feuer zwar durchaus auch zu spüren, aber irgendwie gebremst.

Hampson will ihr helfen, es kontrolliert abrufen zu können. Er geht auf zwei Ebenen vor, einer psychischen und einer physischen. Er erklärt und zeigt ihr und den staunenden Zuhörern, wie minimale Änderungen ihrer Körperhaltung und der ihres Kinnes und Kiefers eine maximale klangliche Wirkung entfalten. Und er erkennt etwas, was Diana mit heftigem Nicken sofort bestätigt: „Du kämpfst mit der deutschen Sprache“, sagt Hampson geradeheraus. „Obwohl du sie perfekt beherrschst, meinst du, dies durch die Heftigkeit in deiner Aussprache betonen zu müssen.“ Der Text sei aber sekundär, die Stimme müsse die Zuhörer das fühlen lassen, was im Text stehe. Eine Zauberformel, die Hampson mehreren seiner Stipendiaten klar machen muss, da sie keinesfalls selbstverständlich zu sein scheint.

Eine „barbarische Sprache“, die voller Poesie steckt

Geradezu frappierend ist hingegen das Ergebnis. Körper und Kopf gerade und in der genau richtigen Anspannung, das Kinn weiter unten und die Konzentration mehr auf den Klang als auf den Text: Als Diana Haller erneut anhebt, bleibt manchem Zuhörer der Mund offen stehen. Der Schrecken und der Kampfeswille, jetzt fegen sie wie ein Sturm aus Klangwellen von der Bühne über das Publikum hinweg. Als das Lied fertig ist, ist der Zauber vorbei. Diana lächelt still, Hampson grinst, Sieghild Forkel strahlt. Es hat wieder einmal geklappt.

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„Heidelberger Frühling“: Ein Sturm aus Klangwellen - weiter lesen auf FOCUS Online: http://www.focus.de/kultur/musik/tid-25540/heidelberger-fruehling-intime-naehe-zu-den-stars-ein-sturm-aus-klangwellen_aid_739494.htm

 

1 April 2012, Klassikmagazin

 Beachtliches Plädoyer

 Dvořáks Requiem in Köln

Für die Solisten ist das Werk undankbar, da sie selten ganze Abschnitte allein bestreiten, sondern immer in Kombination untereinander oder mit dem Chor eingesetzt werden. Dennoch ließen alle vier Stimmen aufhorchen. Gern mehr hätte man von Diana Haller gehört, der Gewinnerin des Belcanto-Preises des letztjährigen Rossini-Festivals in Bad Wildbad, deren Mezzo bis in die Altlage hinein ungemein volltönend ist und sich vor allem mit dem Sopran Ryus ideal mischte.

 Frederik Wittenberg



9 February 2012, Vijenac Br. 468

Državna opera u Stuttgartu

Atraktivna neoperna djela 

 

I, kao predah od moralističkih tema suvremenoga Musiktheatera, u tekućem repertoaru izdvaja se vedra i zabavna produkcija Mozartova Figarova pira redatelja, scenografa i kostimografa Nigela Loweryja, pod ravnanjem Uwea Sandera. Ulogu Cherubina u njoj je prvi put zapjevala naša mlada, 25-godišnja mezzosopranistica iz Rijeke Diana Haller. Strelovit pjevački uspon počela je učenjem klavira i pjevanja u Rijeci, studijem pjevanja u Trstu i Londonu te, konačno, u Stuttgartu, u razredu prof. Dunje Vejzović. Prošle sezone prošla je kroz operni studio Štutgartske državne opere, a od ove sezone je stalna solistica. Pjevala je niz manjih uloga te Bertu u Seviljskom brijaču i Oberta u Alcini. Ove sezone očekuje je još uloga princa Orlofskog u Šišmišu i koncert Bellinijevih arija, također u programu Štutgartske opere, a sljedeće sezone jedna naslovna i još nekoliko glavnih uloga. Posebno je važan bio njezin nastup na Händelovu festivalu u Londonu u travnju prošle godine, u naslovnoj ulozi Hasseove opere Siro, kralj Perzije, izvorno skladanoj za kastrata Farinellija.

 

Diana Haller svojim je tumačenjem Cherubina, scenski dinamičnim, a pjevački milozvučnim, oduševila štutgartsku publiku, kao dio ansambla u kojem ističemo još Catrionu Smith kao Groficu, Pumezu Matshikizu kao Suzanu, Shigea Ishina kao Grofa i Andréa Morscha kao Figara. 

Davor Schopf

 

8 Januar 2012, 8ung.info Kunst & Kultur

"Figaros Hochzeit" von Wolfgang Amadeus Mozart

Oper Stuttgart

 

Der kleine Schwerenöter Cherubino wird – vom Äußeren her – seine besten Chancen bei absolutem Männermangel haben. Diana Haller, mit ihrem Mezzosopran häufig in einer Hosenrolle zu hören, verkörpert auch ihn souverän.

Dorle Knapp-Klatsch

 

5 Januar 2012, Der Neue Merken

Stuttgart: "Le nozze di Figaro"

mit funktionierendem Ensemble

 

Bereits zu einem Publikums-Liebling hat sich die aus dem Opernstudio hervorgegangene Diana Haller entwickelt – ihr Cherubino ist mit erfrischender Unbefangenheit und dem jugendlich beherzten und rollengemäß gefühlserregten und dennoch kontrolliert linienklaren Einsatz ihres Mezzos eine einzige Freude.

Udo Klebes

 

22 Dezember 2011, Stuttgart Nachrichten

Tür auf, Tür zu

An der Stuttgarter Oper ist Nigel Lowerys verspielt-überdrehte „Figaro“-Inszenierung in neuer Besetzung zu erleben

 

Als Cherubino kommt Diana Haller, die erst zu dieser Spielzeit vom Opernstudio fest ins Ensemble wechselte, mit den großen Fußstapfen von Claudia Mahnke und Maria Theresa Ullrich, glänzend zurecht: Ihr packendes pubertäres Wüten und Verzweifeln wird getragen von einer sauber geführten, beweglichen, weichstrahlenden Stimme. Das Publikum bejubelt das junge Mezzoglück fast ebenso lange wie Stuttgarts neue Sopranfarbe... Welch eine Entdeckung!

Susanne Benda

 

September/Oktober 2011, Das Journal 

Die Sängerinnen und Sänger von Händels spätem Meisterwerk

 

In der Wiederaufnahme von Händels Alcina stehen neben den Ensemblemitgliedern Marina Prudenskaja, Michael Ebbecke und Diana Haller mit Sophie Marilley, Ana Durlovski und Stanley Jackson gleich drei neue Mitglieder des Stuttgarter Sängerensembles auf der Bühne. Die griechische Sopranistin Myrto Papatanasiu gastiert mit ihrem Rollendebüt als Alcina erstmals in Stuttgart.

 

Diana Haller (Oberto)

„Ich fahre viel Fahrrad und müsste eigentlich noch mehr Sport machen“, erzählt Diana Haller von ihren Vorbereitungen auf die Partie des Oberto in Händels Alcina. Es geht darum, die Muskeln zu trainieren, die Bauchmuskulatur zu kräftigen, um die schnellen, furiosen Koloraturen zu bewältigen, wie sie etwa die letzte der drei Arien des Oberto verlangt. Diana Haller liebt die Musik des Barock, diese ganz besondere Energie darin, die aber auch Anklänge an „Belcanto-Phrasen“ nicht ausschliest – diese entdeckt sie etwa in Obertos erster Arie „Chi m’insegna il caro padre“. Und sie schwärmt von Händels Musik im Speziellen – „Händel ist ein Genie! Seine Musik kann ich auch in dreisig Jahren noch singen, ohne dass mir jemals langweilig wird.“ Mit Oberto, einem Jungen, der seinen Vater verloren hat, mitten in der Pubertät steckt und dessen „Ersatzeltern“ Morgana und Oronte vor lauter eigenen Problemen keine Zeit für ihn finden, verkörpert Diana Haller eine Hosenrolle, was sie spannend findet: „Man hat auf diese Weise ein doppeltes Leben, kann auf der Bühne etwas ganz anderes ausprobieren.“ Besonders mag die Kroatin mit italienischen Verwandten Obertos Arie am Ende, wenn er sich gegen Alcina – die vielleicht sogar seine leibliche Mutter ist - auflehnt und sich weigert, seinen ihm in verwandelter Gestalt entgegentretenden Vater zu töten:„Das entspricht am meisten meinem Temperament.“

 

 

Diana Haller selbst ist noch jung, zwischen den Proben hetzt sie in die Hochschule, um ihre Stunden zu nehmen. Dass sie dennoch, seit vergangener Spielzeit, schon im Ensemble eines Hauses wie der Oper Stuttgart ist, das ihr eine auf mehrere Spielzeiten

angelegte Entwicklungsperspektive bietet, empfindet sie als groses Glück.

 

Texte: Angela Beuerle

Wiederaufnahme

von G.F. Händels Alcina in der Regie von Jossi Wieler

und Sergio Morabito am 05. Oktober 2011

 

16 October 2011, Klasika HR

Čarobnica i njezina žrtva

Staatstheater Stuttgart (Državno kazalište u Stuttgartu): Georg Friedrich Händel, Alcina dir. Sébastien Rouland, red. Jossi Wieler i Sergio Morabito



Među njima našla se i mlada hrvatska mezzosopranistica Diana Haller koja je naobrazbu započela u Rijeci, a studirala na Konzervatoriju Giuseppe Tartini u Trstu. Premda je tumačila tek sporednu ulogu dječaka Oberta, specifična glazbena morfologija opere serie 18. stoljeća ipak joj je namijenila tri lijepe arije, a Haller je posebno impresionirala u posljednjoj (Barbara! Io ben lo sò) lakoćom koloratura i muzikalnošću interpretacije. U ansambl se uklopila i vrlo intenzivnom glumačkom igrom koja je zahtijevala kontinuiranu koncentraciju za vrijeme dugotrajnog boravka na sceni.   

Ivan Ćurković

7 October 2011, Stuttgarter Nachrichten

Der Zauber des Anfangs

Erste Wiederaufnahme der neuen Stuttgarter Opernintendanz: Jossi Wielers und Sergio Morabitos „Alcina“ ist wieder zu sehen



Neben ihr zeichnet der zweite Mezzosopran der Oper, Diana Haller, den jungen Oberto sehr sicher mit einer Vielfalt glühender Farben.

Susanne Benda

7 October 2011, GB Opera Magazine
“Alcina” alla Staatsoper Stuttgart

Buona anche la prova della giovane Diana Haller, una delle nuove voci più promettenti dell’ ensemble della Staatsoper, sicura e vocalmente abbastanza a posto nel ruolo di Oberto.

Gianguido Mussomeli

6 October 2011, Frank Armbruster Kulturjournalist
Händels Oper “Alcina” wieder an der Stuttgarter Staatsoper

Tadellos Diana Haller als Oberto.

Frank Armbruster



7 August 2011, El Paso Times (US)
Where Opera meets hot springs
Rossini ties together town's 2 claims to fame 

We attended two other operas written by Rossini contemporaries: Stefano Pavesi’s “Ser Marcantonio,” with the same story as Donizetti’s “Don Pasquale,” an old man lusting for a young woman;and the German premiere of Giuseppe Balducci’s “Il Noce Di Benevento” (three woman competing for the same man). Diana Haller, young mezzo-soprano from Croatia, sang the “pants” role of Alberto, the sought-after man. Keep Haller on your radar - her fantastic technique supporting a rich, warm voice reminded us of Marilyn Horne and other bel canto greats. 

Ruth Taber

19 Juli 2011, Klassikmagazin
Diana Haller erhält den Internationalen Belcanto-Preis
Mezzosopranistin wird auf dem Rossini-Festival Bad Wildbad ausgezeichnet

Diana Haller erhält in diesem Jahr den Internationalen Belcanto-Preis des Rossini-Festivals Bad Wildbad. Die Mezzosopranistin überzeugte die Jury beim diesjährigen Festival mit der Travestierolle als von allen Mädchen begehrter jugendlicher Liebhaber Alberto in der Opernrarität "Il noce di Benevento" von Giuseppe Balducci. Der Preis ist undotiert, beinhaltet aber ein Rollenangebot bei einem der nächsten Festivals von Rossini am Wildbad.

Geboren in Rijeka (Kroatien), begann die heute 24-jährige Sängerin ihre Studien bei Prof. Margareta Togunjac in ihrer Heimatstadt. Von 2005 bis 2008 studierte sie am Conservatorio Statale di Musica Giuseppe Tartini in Triest. Anschließend besuchte sie die Royal Academy of Music in London. Derzeit studiert Haller an der Staatlichen Hochschule für Musik und Darstellende Kunst in Stuttgart. Während der Saison 2009/10 war sie Mitglied des Opernstudios an der Staatsoper Stuttgart und gab ihr Debüt als Knappe in Wagners Parsifal. In der Saison 2010/11 wurde sie als jüngstes Ensemblemitglied an die Staatsoper Stuttgart verpflichtet und begann die Saison mit der Laura in einer Neuproduktion von Verdis Luisa Miller. Im April 2011 gab Diana Haller mit der Titelpartie in Hasses Siroe, re di Persia ihr Debüt beim London Handel Festival.



18 Juli 2011, Schwarzwälder-Bote
Erhebliche Einbußen bei Karteneinnahmen
Bad Wildbad

Die musikalischen Schätze von Rossini und seinen Zeitgenossen seien auch in diesem Jahr modern, verjüngt und äußerst lebendig auf die Opernbühne im Schwarzwald gekommen. Ihre neue Präsenz verdankten diese in erster Linie den talentierten Belcanto-Stimmen des Festivals. Eine von ihnen sei nun mit dem "International Belcanto Prize" ausgezeichnet worden: Diana Haller, eine aufstrebende 24-jährige Mezzosopranistin, die in der aktuellen Spielzeit als jüngstes Ensemblemitglied der Staatsoper Stuttgart verpflichtet wurde. Bei "Rossini in Wildbad" sang sie in der Oper "Il noce di Benevento" (Der Hexenbaum von Benevent) die "Hosenrolle" des Alberto. "Mit ihrem Rossini-Debüt, das aufhorchen lässt, beweist Intendant Jochen Schönleber erneut sein Gespür für die jungen Talente der Opernszene", wird mitgeteilt.



16 Juli 2011, Online Musik Magazin
Wer anderen eine Grube gräbt
Giuseppe Balducci: Il noce di Benevento

Rossini in Wildbad Belcanto Opera Festival

Der Star des Abends ist die Mezzosopranistin Diana Haller als Alberto. Mit voluminösem Mezzo gestaltet sie die einzige Hosenrolle des gesamten Stückes, um die sich die drei Frauen streiten, sehr viril und mimt dabei glaubhaft den jungen Liebenden. Für diese überragende Leistung wird sie am Ende des Festivals mit dem internationalen Belcanto Preis 2011 ausgezeichnet, der auf ein Wiedersehen im nächsten Jahr hoffen lässt. So gibt es am Ende großen und lang anhaltenden Applaus für alle Beteiligten, der sogar dazu führt, dass das zweite Finale noch einmal als Zugabe präsentiert wird.

Thomas Molke

16 Juli 2011, Der Neue Merker
Giuseppe Balducci: Il noce di Benevento
Belcanto-Festival „Rossini in Wildbad“ mit Opernraritäten

In der Hosenrolle des umworbenen Alberto konnte die Mezzosopranistin Diana Haller alle Register spielen lassen. Das zum großen Teil internationale Publikum, das auch mit Szenenapplaus nicht geizte, war von den stimmlichen und schauspielerischen Leistungen begeistert und bejubelte am Schluss alle sechs Sängerinnen minutenlang mit Stehenden Ovationen.

Udo Pacolt

8 Juli 2011, Der Opernfreund
Belcanto-Schmankerl zur gehobenen Unterhaltung
Il noce di Benevento (Belcanto Opera Fesival 2011)

Alberto, den Hahn im Korb, verkörperte Diana Haller mit voluminösem Mezzo. Alle überzeugten durch ihre Spielfreude und Bühnenpräsenz. Die Vorstellung war ausverkauft; das konzentrierte Publikum spendete herzlichen und langanhaltenden Beifall. Solche Ausgrabungen bieten sich vor allem für die vielen Kammeropern an, eine wunderbare Alternative zum Miniaturisieren von Opern des großen Repertoires. Dieses Stück ist genausogut wie die frühen Farcen von Rossini.

Manfred Langer

8 Juli 2011, Der Neue Merker
BAD WILDBAD 2011
Giuseppe Balducci: Il noce di Benevento

Die zentrale Partie des Grafen ist mit dem leuchtend klaren sowie flexiblen Mezzo (Männer standen damals keine zur Verfügung) und dem beherzten Spiel von Diana Haller erfrischend besetzt. Die Kroatin war bereits in den letzten beiden Jahren als Opernstudio-Mitglied der Stuttgarter Staatsoper in mehreren Rollen positiv aufgefallen.

Udo Klebes

8 Juli 2011, Die Deutsche Bühne
TRIUMPHALER BELCANTO-GESANG
Giuseppe Balducci: Il noce di Benevento

In der Hosenrolle des Alberto übertraf Diana Haller (Mezzosopran) allerdings alle: Sie präsentierte sich mit blühendem Stimmvolumen und dramatischer Schlagkraft. Präzise funktionierten leicht hingezauberte Arien, die zahlreichen Duette und Auftritte zu dritt. Schließlich kulminierten zum Abschluss der Kammer-Oper, an dem alle Protagonistinnen beteiligt waren, blitzende Koloraturen und glutvoller Belcanto-Gesang in einer triumphal versöhnlichen Stretta. Der Jubel des begeisterten Premiere-Publikums war entsprechend.

Eckehard Uhlig

4 Juli 2011, Schwarzwälder-Bote
Festival lockt Opernnachwuchs
Bad Wildbad

In diesem Jahr hat Intendant Jochen Schönleber während etlicher Vorsingen in Europa und den USA auch zwei Absolventen deutscher Musikhochschulen ausgewählt: die Mezzo-Sopranistin Diana Haller und den Bariton Christian Eberl. Die 24-jährige Diana Haller hat als Solistin bereits erste Erfahrungen auf internationalen Bühnen gesammelt, in Bad Wildbad wird sie in der komischen Oper "Il Noce Di Benevento (Der Hexenbaum von Benevent)" mit ihrem warmen, klangschönen Mezzo die Hosenrolle des Alberto singen. Haller sagt selbst über ihr Debüt: "Es ist für mich eine große Ehre, bei einem so bekannten Festival mitzuwirken und noch mehr wegen der Rolle, die mir angeboten wurde. Ich hoffe sehr, mit meinen Fähigkeiten die vergessene Figur des Alberto wiederbeleben zu können."



15 April 2011, OPERA Magazine London
HASSE - SIROE, Re di Persia
Ensemble Serse at St George’s - Hanover Square

Handel and Hasse both had starry casts. Handel had Senesino in the title role, Faustina (Hasse’s wife) and Cuzzoni as his leading ladies. Hasse’s Siroe both at the 1733 premiere and in London was Farinelli. The Ensemble Serse’s singers were also pretty stunning. In the title role, Diana Haller had the kind of voice one loves to hear: firm, exact, beautiful in timbre, fluent in divisions, regulated throughout a phrase, sounding the accents of anger without forcing and those of bliss in melting, lovely, never soggy tones.

Andrew Porter

10 April 2011, OPERA NEWS
DIALOGUES DES CARMELITES
Staatstheater STUTTGART

Stuttgart offered a handpicked cast, with Julia Bohnert as a high-strung yet infinitely touching Blanche; she may have wavered in her belief but not in her vocal steadiness. Rosalind Plowright's Madame de Croissy comes from the house of Crespin, Gorr and Palmer. Michaela Schneider was the wonderfully line-conscious Mme. Lidoine, Sunhae Im the sunny Soeur Constance. Diana Haller was an uncompromising Mère Jeanne, Andrea Meláth a cunning Mère Marie. Wolfgang Schöne did not quite projecting the authority one remembers from other interpreters of the Marquis de la Force. Roman Shulakoff's somewhat feeble tenor made him less convincing as the Chevalier de la Force, Blanche's brother.

Horst Koegler

28 September 2010, Stuttgarter Zeitung
Irgendein Himmel wird Mitleid haben
Markus Dietz debütiert in Stuttgart mit seiner Inszenierung von Verdis Melodramma "Luisa Miller"

Die Spurenelemente des Belcanto Bellinis, noch mehr Donizettis in Verdis Partitur stellen hohe Anforderungen an die Sänger: Verlangt werden die Grundtugenden eines schönen, stetigen Tons, ebenmäßiges Legato, kontrollierte Dynamik, vor allem Agilität für die Skalen, Schleifen und Triller. Die überzeugendste Sängerin, zudem die mit dem attraktivsten Timbre, steht an vorletzter Stelle des Besetzungszettels: Diana Haller als Bauernmädchen Laura, eine Partie von wenigen Takten.

Götz Thieme

28 September 2010, IOCO Kultur im Netz
Premiere Luisa Miller am 26.9.2010

Diana Haller führte als Laura mit einer aufhorchen lassenden, herrlich aufblühenden Stimme den Staatsopernchor an.

IOCO Team

28 September 2010, Der neue Merker Online
„LUISA MILLER“ 26.9.2010 (Premiere) - Die Rache blieb unvollendet

Ein großes Versprechen für die Zukunft: die aus dem Opernstudio fix übernommene DIANA HALLER als Luisas Freundin Laura mit erfrischendem Spiel und bezaubernd lichtem Mezzosopran.

Udo Klebes

9 May 2010, Musiktheater-Blog
Katja Kabanova: Spitzenleistung in allen Partien
„Katja Kabanova“ mit Musik von Leoš Janáček in der Stuttgarter Staatsoper

Glascha Diana Haller und Fekluscha Pinelopi Argyropoulou punkten mit Stimme, huschen als Mägde über die Bühne und trampeln lautstark, um Katja und Warwara zur Heimkehr zu bewegen. Beide sind Mitglieder des neu gegründeten Opernstudios, das junge Sänger fördert.



3 December 2009, Stuttgarter Zeitung
Im vertrauen auf die Zukunft
Das neu gegründete Opernstudio stellt sich vor

Die großen Glanzlichter des Abends setzten die beiden Damen. Diana Haller hat alle Voraussetzungen zu einem veritablen Belcanto-Mezzo, weshalb sie im Duett von Rosina und Figaro in Rossinis „Barbiere“ Sung-Jun Park mit quirlig-schillerndem Parlando locker an die Wand sang. In Bernsteins „Candide“ brillierte sie als alte Dame im Duett mit der Sopranistin Pinelopi Argyropoulou als Kunigunde.

Annette Eckerle

1 December 2009, Pforzheimer Zeitung
Feines Konzert in der Pforzheimer Matthäuskirche

Der besonderen Publikumsgunst durfte sich zu Recht die Mezzosopranistin Diana Haller erfreuen, die mit musikdramaturgisch klug gesetzten Akzenten und hörbarer Sangeslust die Arie „Sta nell'ircana“ aus Händels Oper „Alcina“ farbreich aufblühen ließ.

Sebastian Giebenrath

1 October 2009, Schaumburger Zeitung
GESANG KÜNSTLER MACHEN LUST AUF MEHR
Bückeburg

Neben geistlicher Musik (etwa: Christopher Kaplan mit J. S. Bachs „Frohe Hirten“ aus dem Weihnachtsoratorium“) stand auch W. A. Mozarts Arie der Dorabella „Smanie implacabile“ aus „Così fan tutte“ auf dem Programm. Diana Haller meisterte dieses schwierige Werk ohne Fehler. Auch bei der „Romanze der Sara“ (aus G. Donizettis „Roberto Devereux“) zeigte Haller ihr Können – und zog das Publikum mit genau abgestimmter Gestik und viel Ausdruck in ihren Bann.



4 September 2009, HR Radio Rijeka
«The Fairy Queen»
Brought to life on Rijeka's stage the first baroque opera with a baroque orchestra

One can well say - successful, the audience had pleasantly fulfilled Teatro Fenice and with great interest listened to... Childly playful, fairy humorous, shorted for an adequate performance in today's time, from Purcell's masterpiece it was made a little music-stage performance that would have educated the audience about the baroque music. Special praise goes to the young Chamber Choir "Schola Cantorum" which has been operating only for one year, and to the young mezzo-soprano Diana Haller on an emotionally clean voice and sincere acting. Robert Kolar, Natalia Brzezinska, Ivan Kruljac and Ingrid Haller, the Ensemble for Baroque Music "Collegium musicum Fluminense" reinforced by the players from Budapest, a discreet but great conducting of David Stefanutti deserved sincere congratulations for the great effort that was invested in a such performance. It was a big bit, but we can say, delicious and tasty.

Gloria Fabijanić Jelović

3 September 2009, La voce del Popolo
FIRST STAGE PRODUCTION OF A BAROQUE OPERA IN THE KVARNER'S CAPITAL
«The Fairy Queen»,the dream becomes reality Collegium musicum fluminense and Schola cantorum gather Purcell's spirit

Rijeka - The production of "The Fairy Queen" by Henry Purcell was rewarded with a prolonged and warm applause from the large audience. It was a bold project, seen on Tuesday night at La Fenice, which engaged the Collegium Musicum Fluminense, the Schola Cantorum and the vocal soloists, and with which the Haller Agency opened the fourth edition of Rijeka's Chamber Music Festival ...

Voices and gestures well-modulated

Drawn between reality and dream - the modern poet, who has been won by the effects of Bacchus dreams a world full of fantasy and magic. Then he wakes up full of wonder and, above all, full of inspiration – the occurrence saw the stage appearance of the baritone Robert Kolar, who as an expert actor and with a well-modulated voice has made so tasty the character of the poet. The young fellow citizen Diana Haller has been distinguished by the remarkable easiness on the stage, the liveliness of gestures and the richness of attitudes - from the comic to the languid, from the dignified despair to the grace - earning in that way a prolonged spontaneous applause on the open stage. Her velvety voice of mezzo-soprano gently guided promises successful future developments. We will remember that Diana Haller, after her studies at the Music Conservatory of Trieste and the graduation from the Royal Academy of London, is now taking part in the Opera Studio of Stuttgart's Operahouse, studying with Dunja Vejzović at the Stuttgart's Hochschule für Musik und Darstellende Kunst.

Well done all the performers

... Excellent was the orchestra joined by some members of the ancient music ensemble "Cappella Savaria" from Budapest which plays on copies of baroque instruments. The sound of baroque instruments like the lute, the trumpets, the oboes and the flutes helped also very much to create a certain atmosphere - all assigned to the alive, exciting and safe wand of David Stefanutti. A just reward for all the performers was the insistent final applause.

Patrizia Venucci Merdžo

2 January 2009, Novi List
THE NEW RIJEKA'S CHOIR «SCHOLA CANTORUM» DEBUT
Authentic performance of Baroque music pearls

The concert in the church of the "Assumption of the Blessed Virgin Mary" was the right musical treat for the numerous audience

The Christmas concert, which is part of the concert season 2008/09 organized by the Music agency "Haller" in the "Assumption of the Blessed Virgin Mary" church, has attracted great interest both because of the attractive program and the chosen performers – the new mixed polyphonic choir for sacred music "Schola Cantorum", Rijeka's Chamber Orchestra and opera soloists...

Soloists' quintet

The quintet of soloists - the sopranos Ingrid Haller and Lorena Krstić, the mezzo-soprano Diana Haller, the tenor Sergei Kiselev and the baritone Robert Kolar - was in the swing and at the level of the artistical need required by the score. All the sequences of movements were interpretated stylistically appropriate, but especially impressing was the movement "Te per orbem terrarum", sung by Diana Haller, Sergei Kiselev and Robert Kolar. Beautiful was also the "Te ergo quaesumus" in the performance of the exemplary Ingrid Haller. The conductor David Stefanutti impressively brought along the beauty and the form details of this work, demonstrating affinity and sense for the interpretation of sacred music. We listened to a live and authentic creation of the Baroque music pearls in the concert that was a real solemnity, and both an artistical and cultural event.

Ramiro Palmić

16 August 2008, La voce del popolo
THE „COLLEGIUM MUSICUM FLUMINENSE“ BRINGS TO THE FORE THE BAROQUE COMPOSER
Proposed excerpts from "Parnassia militia" a getting closer to the Opus of Vinko Jelić

“...Laudable is the initiative to dedicate the event entirely to the Baroque composer from Rijeka, Vinko Jelić, presenting songs selected from the collection "Parnassia militia" and thus offering the public the chance to experience a musical opus that very rarely - or perhaps never - is run in our area. The concert was divided into a total of seventeen motets and ricercari that were alternated in different vocal and instrumental combinations.

Bravo for the soloists

In addition to the already known names of the music scene in Rijeka, which were the soprano Ingrid Haller, the mezzo-soprano Kristina Kolar and the baritone Robert Kolar, there were also two young singers who partecipated at the concert: the mezzo-soprano Diana Haller and the tenor Ivan Kruljac, who were valid interpreters of pieces that require a high concentration and control of both the voice and musical expression. They maintained without problems the inevitable confrontation with colleagues with more experience. The young mezzo has offered a heartfelt interpretation, showing a rich coloured, vibrant and emotive voice. ... All the musicians were able to make a balanced and heartfelt performance of Jelić's music, considering the musical style and rich nuances that made up the beauty of the interpretation, certainly meriting the prolonged applause of the satisfied audience.”

Helena Labus

31 July 2008, Novi list
SINGING IS MY LIFE
Diana Haller, a young mezzo on the threshold of a professional carrier

As she sang already a lot of Baroque repertoire which fits very good to her extended voice range, Diana Haller is extremely happy that she gained the opportunity to appear to Rijeka’s audience with pieces written by Vinko Jelić (a Baroque composer born in Rijeka). A diploma with the highest mark and praise which she gained in a record time in Italy, the complete devotion to the art of opera and the belief that she will return one day in Rijeka as a settled singer, was a reason for a meeting with the 21-years old Diana Haller, jovial, optimistic and charming girl, who is infinitely delighted for every her performance, assured that singing is the vocation of her life.



Parents' support

- As a girl I started to play piano with my uncle Roberto Haller and then I went to the elementary music school in the class of Prof. Nina Kovačić. But, parallelly with the piano I was quietly cultivating another love: with my grandmother, I used to go often in the opera house of Rijeka and at the age of eleven I already knew the entire “Traviata” by heart! In the last grade of high school I said to my parents that I would like to study singing and the happiest moment in my life was when they gave me the support I needed. Because, nor is easy to take a decision like that, nor is so simple to change the sequence of studying. Without my parents’ support and their convinction that I made a right decision, I wouldn’t be able to go ahead...-, says Diana Haller, who today is sure of the decision she made.

Studies in Italy

- In Trieste I studied first with Prof. Gloria Scalchi - she is a well known mezzo-soprano, sang a lot of Rossini and recorded as well. Her voice is very alike my voice, because for now I am a mezzo-soprano coloratura, which fits more for operas written by Rossini than for Verdi. During my studies I entered in the class of Prof. Cinzia De Mola - she is also a mezzo-soprano, but with a lower voice (more a contralto), so I worked with her on the reinforcement of the voice’s lower range and I graduated with Händel’s “Rinaldo”. The graduate concert for me was a real experience! It was a concert performance with a flute (Andrea Palumbo) and a harpsichord, which was played by Paola Erdas, a well known artist in the world of ancient music. She helped me a lot concerning the style period in the realization of “Rinaldo”, as well as, during my studies – and we did a lot of Mozart, Rossini and Donizetti - for me was very important the work I did with the pianist Silvano Zabeo, a long-standing vocal coach in the Venezia’s opera house “La Fenice”, with whom I worked on the characters’ interpretation, and with the director Rosalba Trevisan, with whom I studied the scenic part of the roles which includes movements and generally the histrionic (acting) side of the character. Including all my voice teachers I am very grateful to all those artists for every hour they dedicated to me!



Hard work and good education

Thanks to the good education I passed the audition in London at the prestigious “Royal Academy of Music” for the program Master of Arts as one of the youngest students. I asked to be put in the class of Prof. Anne Howells - she is a high mezzo, so it will be a new experience for me!, says Diana Haller, a young mezzo-soprano who believes that hard work and a serious approach to the profession precedes success. - My experince tells me that most of people are born for which they are successfull in, but a serious work and a good education are also very important. That was the reason I chose the conservatory in Trieste. My great-grandmother Emilia Haller graduated in that conservatory - we still conserve her Piano-diploma from the conservatory “Giuseppe Tartini”, and then my uncle Roberto Haller too, who instructed me to music and to whom - as well as to his wife, the soprano Ingrid Haller - I owe very much for advices and support. I think that the family’s predisposition for art in general is also very important and those are my roots. What is going to be in the further development of my voice I don’t know, but I am ready to take the biggest challenges and renunciations of the profession I chose because I think it is worth -, says Diana Haller, who in these days uses every moment for preparing her section in the performance of Jelić’s compositions, and the rest of spare time dedicates to her family: With her parents who are the greatest support, she adores her younger brother and sister - the twins Albert and Adriana - who decided not to be musicians on the pattern of their older sister, but are proud on her success!

Svjetlana Hribar

 

 

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